🪵 “Il Segno sulla Roccia”:
Racconto per introdurre i Camuni
Tanto tempo fa( circa 6000/ 8000 anni fa), quando le montagne parlavano col vento e i fiumi scorrevano come canti eterni, in una valle stretta tra il Monte Concarena e il Pizzo Badile , viveva un popolo fiero e silenzioso: i Camuni.
All’inizio erano cacciatori e raccoglitori. Uomini e donne si muovevano tra i boschi seguendo le orme del cervo, ascoltando il silenzio per scoprire dove si nascondevano i cinghiali. Le donne raccoglievano frutti selvatici, radici, semi. Vivevano in piccoli gruppi, accanto ai fuochi, sotto il cielo stellato. Poi, piano piano qualcosa cambiò: impararono a coltivare la terra e ad allevare animali. Così nacquero i primi villaggi nella Val Camonica.
Ogni sera, intorno al fuoco, lo sciamano raccontava storie. Era lui a parlare con gli spiriti della montagna. Era lui che, con la punta di una pietra e con altri strumenti, battendo e graffiando, incideva sulle rocce le preghiere propiziatorie dei guerrieri e dei contadini del villaggio: “Questo è un cervo: che la caccia sia buona.” “Questo è un guerriero: che il figlio diventi forte.” Le incisioni rupestri non erano solo disegni: erano parole sacre, inviate agli dèi.
I Camuni veneravano due forze antiche: Il Dio Sole, che portava la luce, i raccolti e la vita… e Cernunnos, il dio dei boschi, degli animali e del mistero, con le corna di cervo sulla testa.
Quando qualcuno moriva, il corpo veniva sepolto con cura : “Questo è un Camuno. Ha vissuto bene. È pronto per l’aldilà.”
Tra le montagne, però, vivevano anche le leggende. Si diceva che il Monte Concarena, due volte all’anno una sera all’inizio di primavera e una sera all’inizio dell’autunno, dopo il tramonto per pochi minuti, un potentissimo raggio di luce sembra tagliare in due la montagna che è come se si accendesse di rosso perché custodiva il fuoco sacro del Sole. E che il Pizzo Badile, dove, due volte all’anno nel cielo sereno di marzo ed in quello di settembre, ma per più giorni, un’immensa ombra si stagliasse nel cielo alta, solenne, appuntita di colore grigio e a volte bluastro, circondata da mille raggi splendenti, fosse il trono di Cernunnos, da cui osservava ogni creatura della valle.
La leggenda d Auron: un valoroso e coraggioso guerriero camuno
Una notte, il giovane Auron, figlio dello sciamano, fece un sogno.
Vide il Sole combattere con un’ombra nera e scura, che cercava di rubare la luce alla valle. Il giorno dopo, Auron incise sulla roccia un guerriero con una spada alzata verso l’alto; accanto a un cerchio con raggi: era la preghiera per la luce, un modo per aiutare il Sole a vincere.
Da quel giorno, ogni volta che un pericolo arrivava: una carestia, un inverno troppo freddo, una malattia – lo sciamano tracciava sulla roccia simboli sacri. Preghiere eterne.
E ancora oggi, chi cammina tra le rocce della Val Camonica può vedere quei segni.
Non sono solo arte: sono la voce antica dei Camuni, scolpita nella pietra per non dimenticare mai chi erano e da dove venivano.
🎭 Rappresentazione Teatrale: “Il Segno sulla Roccia”
Personaggi:
- Narratore
- Auron, giovane figlio dello sciamano
- Sciamano
- Cacciatore/Cacciatrice
- Contadino/Contadina
- Dio Sole (voce fuori scena)
- Cernunnos (voce o pupazzo)
- Spirito della Montagna
Scena 1: Il Villaggio
(Narratore inizia)
Narratore: Tanto tempo fa, in epoca preistorica, nella Val Camonica, viveva un popolo antico: i Camuni. All’inizio erano cacciatori e raccoglitori…
Cacciatore: Guarda! Orme di cervo. Presto!
Contadina: Ho trovato bacche e radici vicino al fiume!
Scena 2: Lo Sciamano e le Preghiere
Sciamano (tracciando sulla roccia): Questa è la preghiera per la caccia. Che il Dio Sole ci protegga.
Narratore: Lo sciamano incideva le preghiere sulle rocce, perché ogni segno era una voce per gli dèi.
Scena 3: Il Sogno di Auron
Auron (dorme agitato): No! L’ombra vuole rubare la luce!
Dio Sole (voce): Auron, aiutami. Incidi il segno della luce.
Auron (si sveglia): Devo fare un’incisione. Un guerriero, e il Sole!
Scena 4: La Leggenda dei Monti
Narratore: Si dice che la Concarena custodisse il fuoco del Sole, e che il Pizzo Badile fosse il trono di Cernunnos.
Cernunnos (voce o pupazzo): Io veglio su ogni creatura della valle…
Scena Finale
Sciamano: Le preghiere vivranno nella pietra. Così parleremo per sempre con gli dèi.
Narratore: E ancora oggi, quelle voci antiche si vedono sulle rocce, scolpite per non dimenticare.
Tutti (insieme): Noi siamo i Camuni!
🧠 Scheda di Comprensione del Racconto “Il Segno sulla Roccia”
Nome: _______________________ Data: _______________
📘 1. Dove vivevano i Camuni?
☐ In città vicino al mare
☐ In una valle tra due montagne
☐ In una grotta in pianura
🌿 2. Che lavoro facevano all’inizio?
☐ Costruivano case in pietra
☐ Cacciavano e raccoglievano frutti
☐ Scrivevano libri
🔥 3. Chi era lo sciamano?
☐ Un capo guerriero
☐ Un uomo che comunicava con gli spiriti e incideva le preghiere sulle rocce
☐ Un contadino che seminava il grano
☀️ 4. Quali dèi adoravano principalmente i Camuni?
☐ Il Dio Luna e il Dio Vento
☐ Il Dio Sole e Cernunnos
☐ Il Dio Fuoco e la Dea Pioggia
🪨 5. A cosa servivano le incisioni rupestri?
☐ Per giocare con i bambini
☐ Per abbellire la montagna
☐ Per pregare e comunicare con gli dèi
🏔️ 7. Che cosa raccontavano le leggende sul Monte Concarena e sul Pizzo Badile?
✍️ 8. Disegna la tua preghiera rupestre personale
(Puoi ispirarti al Sole, agli animali o ai simboli del racconto)
immagini per Memory



Attività creativa:
Incisione rupestre su cartoncino
- Fornire cartoncini marroni e gessetti bianchi (o pastelli chiari).
- I bambini replicano incisioni Camune con simboli scelti (guerrieri, animali, spirali).
- Possono personalizzare il disegno con il proprio simbolo “segreto”.
Conclusione e riflessioni
- Ogni gruppo mostra il proprio “petroglifo” e spiega cosa ha disegnato.
- Domande finali:
- “Perché i Camuni incidevano le rocce?”
- “Che cosa raccontano quei simboli?”
